Ma come guadagna Facebook?
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come guadagna facebook?

Ma come guadagna Facebook?

Domandarsi come faccia Facebook a guadagnare denaro, e quindi a pagare le ingenti spese di mantenimento e sviluppo, è un eccellente esercizio di giornalismo.

Come guadagna Facebook: costi e ricavi

I suoi costi sono altissimi: se mantenere in piedi la colossale infrastruttura dei server sui quali gira il sistema è un costo astronomico, aggiornarlo è una voce di spesa decisamente maggiore. Il social, proprio per la sua stessa natura, deve infatti necessariamente evolversi di continuo, proporre nuove grafiche ma soprattutto nuovi “giocattoli” per divertire e tenere impegnato il suo pubblico.
Non dimentichiamo infatti che i social sono anche dei “giocattoli per bambini cresciuti”, popolati da utenti che vogliono trovare sempre nuove situazioni, nuove funzioni, nuovi stimoli. Il rischio, in caso contrario, è quello un rapido invecchiamento e del sopraggiungere della noia tra i suoi utenti, con conseguente disaffezione e abbandono progressivo.
Per tenere in vita questa macchina servono molti soldi. Dalla pagina di Wikipedia dedicata al social apprendiamo due dati interessante sulla situazione economica di Fb:
Il sito è gratuito per gli utenti e trae guadagno dalla pubblicità, inclusi i banner. Molti analisti invece sostengono che i ricavi monetari di Facebook non sono così elevati rispetto alle potenzialità di un servizio di rete sociale, aggirandosi intorno ai 230 milioni di dollari nel 2009. Infatti solo nel 2009, dopo 5 anni dalla sua nascita, il portale è riuscito a chiudere il primo bilancio in attivo. I ricavi commerciali derivanti dalla pubblicità riescono a coprire solo in parte i costi fissi di gestione del sito (archiviazione, server, ecc.) tanto da rendere necessario l’apporto dei soci (tra cui l’1,6% di Microsoft).
La stima del Wall Street Journal nel 2009 era di una chiusura d’anno con ricavi superiori ai 500 milioni di dollari, pari a una crescita di oltre il 70% sul 2008.

Facebook guadagna?

La frase estrapolata da Wikipedia contiene un passaggio molto interessante: “trae guadagno dalla pubblicità, inclusi i banner.” E cos’altro se non i banner? Forse le campagne pubblicitarie?
Iniziamo ad analizzare quello che è evidente.
Sulle varie pagine troviamo due elementi che sono facilmente riconducibili alla pubblicità.

Nelle tre immagini qui sopra, che raffigurano rispettivamente:
Home
bacheca personale
singola pagina di post
sono evidenti i banner indicati come “sponsorizzate”, ossia le pubblicità a pagamento.
Questa è una ovvia fonte di guadagno per Fb. Ci sono poi le inserzioni create dai titolari di pagina.

Chi ha creato una qualsiasi pagina può infatti attivare una inserzione (ovviamente a pagamento) che serve a promuoverla presso gli utenti del social e far si che essi ne diventino fan. Questo è un meccanismo sconosciuto a molti, in particolare agli ignari che cliccano sul “diventa fan” senza sapere che Fb riceverà dei soldi per questo, e che è questo il solo motivo per cui vi suggerisce quella specifica pagina piuttosto che altre.
E questa è la seconda voce di ricavo, che si affianca alla prima, quella classica dei banner delle “sponsorizzate”. Ma fin qui nulla di strano e anomalo.

Ricavi trasparenti

La domanda che viene spontanea è però la seguente: dal momento che Facebook è in realtà il più grande e potente analizzatore di gusti e preferenze della popolazione mondiale, e che per tale ragione dispone di dati preziosissimi per qualsiasi azienda, ha resistito (e se si, resisterà) alla tentazione di farne uso commerciale?
Con l’analisi delle scelte e delle preferenze espresse dai suoi utenti attraverso tutte le funzioni del social – dai mi piace all’adesione alle varie pagine – Facebook è in grado di creare:
elenchi di utenti specifici interessati a un prodotto o servizio, o categorie di essi delineare le tendenze di interesse della popolazione verso un prodotto o servizio inoltre, proprio perché questi dati possono essere acquisiti singolarmente attraverso lo studio dei comportamenti di ogni utente, i dati relativi alle tendenze possono essere globali o aggregati per numerosi parametri, come età, area geografica, cerchia o gruppo di appartenenza.

È una ipotesi non suffragata da dichiarazioni ufficiali, ma supportata certamente da molti elementi, primo fra tutti il metodo di studio degli utenti che viene applicato sia al momento di creare una inserzione per promuovere una pagina, sia quando i titolari di pagina accedono agli Insights per vedere i dati sui loro visitatori.
Ci sono, in definitiva, tutti gli elementi per ritenere possibile che Facebook possa estrapolare una mole immensa di dati commerciali sui suoi utenti. Ma come potrebbe monetizzare questa potenzialità?

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