Periodicamente, il popolo degli internauti – specie di SEO e sviluppatori – si dedica alla scrittura di post ‘miracolosi’ che promettono di salvare il posizionamento su Google di qualsiasi sito, che sia un semplice blog o addirittura un e-commerce. L’ultima tendenza è quella che suggerisce di eliminare i commenti aperti dai blog; fatto che – secondo alcuni – potrebbe giovare al posizionamento del blog stesso.

La notizia, a dire il vero, è abbastanza datata tanto che oltreoceano se ne discute già da qualche anno. Alcuni giornali on line del calibro del The guardian, già nel 2014 parlavano di ‘veleno’ a proposito dei commenti che gli utenti (o i software?) lasciano sotto i post di un blog.

A conferma delle tesi americane, poi, ci sarebbero anche molti giornali on line particolarmente importanti (per fare qualche nome, Polular Science, Quarz, Vox sono tutti siti che hanno eliminato la possibilità di inserire commenti).

Tuttavia, nelle ultime settimane si è tornati a discutere con una certa insistenza circa il valore e l’efficacia dei commenti al margine dei post; tanto che alcuni studiosi autorevoli hanno pubblicamente attivato la possibilità di inserire commenti all’interno dei loro siti web.

Commenti sui post: una gestione difficile ma utile

Riguardo ai commenti, la questione è effettivamente complessa. Da un lato, c’è un problema di tipo ‘pratico’: la gestione dei commenti richiede pazienza e molto tempo. Ci sono sempre molti utenti pronti a commentare cose di ogni genere ‘più o meno sensate’ e il proprietario di un blog deve necessariamente, leggere, approvare e moderare. Questo succede con tutti i tipi di commenti: anche quando i commenti sono reali e attinenti rispetto al post sotto cui vengono pubblicati, c’è sempre il problema di impiegare del tempo da destinare alla lettura, alla moderazione e alla pubblicazione del commento stesso.

Da un altro lato, la validità dei commenti da un punto di vista SEO pone sempre delle problematiche importanti. Ma cosa dice Google a proposito dei commenti? Scopriamo alcuni avvertimenti che arrivano direttamente da Matt Cutts:

  • Commenti spam. L’avvertimento è preciso: Google da anni consiglia la massima attenzione nei confronti dei commenti spammosi. Sono negativi, non portano valore aggiunto e possono addirittura essere causa di penalizzazioni (anche se nella maggior parte dei casi sono associati a link nofollow);
  • Commenti con nome utente vero. E’ utile che i commenti siano quanto più possibile reali e quindi riconducibili ad un nominativo reale. Certamente se state pensando di posizionare un sito su Google con link inseriti all’interno di commenti, siete fuori strada. Come strategia di link building è sicuramente la meno efficace e la più rischiosa.
  • Qualità dei commenti. Secondo Matt Cutts non è importante se un commento non è scritto con la più precisa applicazione delle regole grammaticali; anche se presenta errori, insomma, quel che conta ai fini del posizionamento, è che il commento sia autentico ed effettivamente in linea con il topi del post.

In conclusione, ciò che Google non tollera sono i commenti spammosi, non i commenti reali in quanto tali. A questo proposito, del resto, Google consiglia di inserire sempre link nofollow all’interno di commenti, forum, bacheche e altre liste.

Commenti ai post: il mio caso di studio su un blog famoso

L’idea che mi sono fatta riguardo ai commenti sotto i post, è comunque molto precisa e l’ho sviluppata in seguito ad un caso di studio che ho potuto esaminare grazie al blog di un mio cliente.

Il cliente in questione è proprietario di un blog che macina circa 12 mila utenti unici ogni giorno; è facile immaginare, quindi, che ci sono – all’interno di questo blog – molti contenuti che ricevono una quantità importante di articoli. Naturalmente non tutti i contenuti ricevono molta attenzione da parte degli utenti; però, ce ne sono sicuramente alcuni che – un po’ per l’attualità dell’argomento e un po’ per la qualità del contenuto – ricevono più attenzioni rispetto ad altri, con una conseguente impennata della percentuale di commenti lasciati dagli utenti.

Prendiamo in considerazione, ad esempio, un contenuto pubblicato qualche anno fa che ha costruito – nel tempo – posizionamento e commenti da parte degli utenti.

Vi mostriamo, nel dettaglio il quadro di analitycs in un ventaglio temporale che va da luglio 2015 a novembre 2015 (il contenuto è on line dal 2013)

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Quando è stato pubblicato, questo post si è posizionato molto bene su Google e ha cominciato – praticamente da subito – a ricevere un numero davvero alto di visualizzazioni. Con il passare del tempo anche i commenti a questo contenuto si sono moltiplicati, arrivando a sfiorare i 300 utenti.

Il periodo di maggiore pubblicazione di commenti coincide con la curva a ribasso di analitycs, e cioè esattamente con il periodo compreso tra luglio e settembre, momento in cui il contenuto ha subito un crollo di posizionamento, e quindi di lettori.

Quello che ho potuto considerare dunque è questo:

  • appena pubblicato, il post – essendo un contenuto di ottima qualità – ha ricevuto immediatamente un ottimo posizionamento dal motore di ricerca. Con il passare del tempo, il posizionamento è migliorato in seguito anche ai primi commenti pubblicati;
  • quando i commenti sotto al post sono diventati davvero moltissimi, il contenuto ha subito un cambiamento nel suo posizionamento su Google, arrivando a perdere anche 10 posizioni in un solo mese.

A questo punto, dal momento che i commenti aumentavano senza sosta; ho deciso di eliminarli anche perché non tutti erano propriamente attinenti rispetto al post, alcuni non erano neanche molto educati e avevo l’impressione che il lettore più che ricevere informazioni su quel contenuto, ricevesse solo una grande confusione alimentata dalla presenza di commenti di ogni tipo.

Il risultato in seguito alla cancellazione di circa 300 commenti, è stato un nuovo posizionamento del contenuto con una risalita di 10 posizioni ( esattamente quelle che aveva perso all’inizio di luglio).

Naturalmente questo non vuole essere un invito a cancellare sempre e comunque i commenti sotto un post; ma piuttosto un invito alla moderazione e all’uso intelligente dei commenti. Sicuramente vanno evitati i commenti spammosi e – secondo me – anche i commenti con link (anche se messo in nofollow è comunque un link che nella maggior parte dei casi viene pubblicato automaticamente da un software). Insomma secondo me, i commenti devono essere pubblicati in maniera intelligente: devono arrivare da utenti reali, devono vere un contenuto attinente rispetto al post sotto il quale vengono pubblicati e – soprattutto – non devono avere link in uscita. I commenti, in conclusione, devono portare valore aggiunto ad un blog e non essere una fonte di limitazione per il posizionamento.